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Free Heel Fest 2013

snow yoga con isa

L’anno scorso ho fatto la mia prima Skieda, come continuiamo a chamarla anche se il marchio ormai è Free Heel Fest.

Ero emozionatissima anche se in questo grande evento del mondo del telemark ci ho giusto pucciato un piedino, come quando si vorrebbe fare il bagno in un lago di montagna, ma l’acqua è gelida.

Ho scritto un report giornaliero entusiasta che il buon Oddo aveva pubblicato su www.telemarktribe.com ,

ma quel piccolo assaggio è stato sufficiente per farmi programmare quest’anno un tuffo carpiato nel flow dell’evento e non solo.

Durante i primi gironi in una saletta di Plaza Placheda abbiamo praticato insieme ad alcuni amici. Uno spazio per distendere un po’ i quadricipiti dopo le gite e le pieghe.

Uno spazio Chill in cui ritrovarsi senza scarponi e senza Spritz, per guardarsi in faccia, conoscersi, riconoscersi e assaggiare qualcosa della pratica.

E’ stato bello.

area chill

E poi lo yoga, che significa unire, è stato un ponte verso la montagna.

Una cara amica e collega insegnante di yoga e fotografa, Karin Pizzinini, ha proposto degli esercizi durante le escursioni guidate da Icaro de Monte.

Ho partecipato al suo fianco ed è stato uno scambio davvero interessante che auguro a tutti di provare.

yoga @ skieda

Per ognuno di noi si può trovare una diversa motivazione che ci spinge a mettere le pelli, salire (per pochi o tanti metri di dislivello),

togliere le pelli, bere un the, sgranocchiare frutta secca, guardarsi in torno e scendere in piega. E non è neanche detto che la Skieda sia l’occasione per farlo.

Ma unire l’esperienza interiorizzante del movimento ad un’occasione di incontro come questa è qualcosa da fare.

Almeno ogni tanto. E la Karin ed io l’abbiamo proposto durante la Skieda, in maniera informale e semplice, ognuna a suo modo.

 

Infine le feste, quell’onore, quell’unione che mi fa pensare a Shiva e Dioniso di Alain Danielou.

 

fuoco2

 

 

 

 

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