Sas Pordoi

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Scufoneda 2013

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Durante i grandi eventi si possono raggiungere un sacco di persone con’idea, si può far passare un messagio più o  meno sotto pelle.

Ma è davvero così?

Questa è stata la sfida Soulgliders’ dell’inverno 2013: ho proposto un programma per i tre giorni della XVI edizione della Scufoneda e ho osservato cosa succedeva.

Un Grazie con la G maiuscola va a Giuliano Pederiva e al “Vecio” Felice Canclini che hanno accolto la proposta e mi hanno aiutata a sviluppare l’idea.

Sulla pagina FB di Snow Yoga qualche giorno fa ho pubblicato alcune delle foto dei tre giorni dell’evento (8-10 marzo), ma nel cuore ho ancora qualche pensiero e qualche maturazione da pubblicare qui sul sito.

DSC02486smallIl gruppo Yoga che venerdì 8, accompagnato da Giuliano Pederiva
 e Alessia Monticone ha affrontato il Pordoi con l'intenzione di fare
 una gita "diversa". Più slow e soprattutto in cui fossimo tutti in
 sintonia con la pratica yogica che abbiamo svolto prima e dopo la gita.

La montagna per sua natura rende asceti. Nel momento in cui si sceglie di salire, si compie un gesto volontario, guidato dallo sguardo verso l’alto.

Allo stesso tempo questo ambiente in cui terra e cielo così si compenetrano,

non può prescindere da una profonda consapevolezza nei passi che compiamo, siano questi passi fatti con le pedule, con i ramponi o con le pelli. O siano essi passi spitituali, di consapevolezza o semplicemente nel pensiero.

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Il Col Margherita vestito a festa per la Free Ride Cup della Polartec Scufoneda.

E poi c’è la voglia di mettersi in gioco, un gioco che può chiamarsi telemark, free-ride, gita, pratica di yoga. Un gioco attraverso il quale conosciamo qualche pezzo in più di noi stessi.

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Pratica di Yoga al Rifugio Lupo Bianco.

Ringrazio chi ha partecipato alla pratica e all’evento. Chi inizia a sorridere quando sente Soulgliders’ Yoga e negli occhi ha un’immagine familiare. A chi si è divertito a fare yoga, puro e duro in calzamaglia dopo una giornata faticosa ma appagante di neve fresca (..e pioggia).

Questo progetto inizia a germogliare ed il sostegno di tutti è il raggio di sole che ci aiuta a crescere.

OM.

l’è dut nia

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Ho ancora nel cuore le sensazioni di questa gita: Val Lasties, Sas Pordoi.

Sono stata su insieme a Giuliano Pederiva, Guru del telemark, per provare la gita che proporremo durante la Scufoneda venerdì 8 marzo.

Il rifugio Maria all’arrivo della funivia del Pordoi ed il rifugio Lupo Bianco di Canazei sono pronti ad offrici uno spazio in cui praticare yoga prima e dopo l’escursione che promette panorami mozzafiato ed un’esperienza unica.

“L’è dut nia” “Tutto è niente” in ladino, una frase simbolo della signora Maria Piaz Avisio alla quale è dedicato il canalino Holzer-Maria che stiamo guardando dal basso.

Curiosa coincidenza, l’apertura della Scufoneda cade l’8 marzo, festa della donna

e proprio in mezzo a questi grandi sassi che rendono il paesaggio quasi lunare, mi trovo con Giulian a parlare di questa donna che agli inizi del ’900 decise di lasciare il marito, affrontare la montagna, venire su sul Pordoi, prendere una baracca e trasformarla in un rifugio.

La sua storia appasionante ed appassionata è raccontata nel libro di Luciana Palla,
“Dal Pordoi a Katzenau: il racconto di una vita in Val di Fassa nel primo novecento”, edito dall’Istituto CulturaleLadino di Fassa, ma a me rimane impresso questo “tutto è niente”

che a me suona come monito alla vacuità, all’impermanenza, ANICCA come ci insegnano ai ritiri di meditazione Vipassana. Tutto passa e quanto più tempo ci mettiamo a rendercene conto quanto più ne stiamo sprecando a vivere male.

Così al cospetto dell’imponenza della Montagna, tra i suoi bastioni mi sento in un tempio, ed avverto la gioia di trasmettere queste sacre sensazioni.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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